Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno piú, un uomo fatto come tutti glialtri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà unesplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosiviattualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Edun altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri unpo' piú ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centrodella terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere ilmassimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terraritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti edi malattie.
simul veritas pluribus modis infracta, primum inscitia rei publicae ut alienae, mox libidine adsentandi aut rursus odio adversus dominantis: ita neutris cura posteritatis inter infensos vel obnoxios. sed ambitionem scriptoris facile averseris, obtrectatio et livor pronis auribus accipiuntur; quippe adulationi foedum crimen servitutis, malignitati falsa species libertatis inest
(Cornelius Tacitus, Historiae)
Da allora mille sono stati i modi di calpestare la verità: prima il disinteresse per la realtà politica, come cosa estranea; poi la corsa all'adulazione e, per converso, l'odio verso i dominatori. Nei due casi, tra avversione e servilismo, l'indifferenza verso i posteri. Ma è facile rifiutare la cortigianeria di uno storico, mentre la calunnia prodotta dall'astio trova orecchie ben disposte: perché l'adulazione implica la pesante taccia di servilismo, nella maldicenza, invece, si profila un falso aspetto di libertà
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Due anni fa, esattamente a quest'ora, c'era stato il primo vagito di "Treviso New York Nietzsche". Per qualche settimana con Splinder, poi la bella avventura con iobloggo. In giorni, per me di enormetristezza, mi viene purtroppo spontaneo pensare che, se il blog è metafora della vita, arriva anche il momento della morte (e non importa se sia stata improvvisa, abbia avuto colpevoli o sia arrivata con un'eutanasia). Se il blog è invece metafora di una sala cinematografica, arriva il momento della fine del film; c'è chi dice che potremo tornare a vivere un'altra vita e di sicuro possiamo tornare a vedere un altro film. Ma ciò che si è vissuto - bello, brutto, piacevole o spiacevole - non potrà più tornare. Diceva Eraclito che "nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l'uomo né le acque del fiume sono gli stessi".
Dopo questi giri di parole lo dico in modo molto semplice: questo blog (l'unico mio nel quale Andrea talvolta lasciava commenti) chiude. Grazie a tutti voi, lettori che vi siete soffermati e lettori che avete dato uno sguardo fugace. Ma non ci perderemo su internet, semplicemente cambieremo direzioni e non sarò più "mister cinque blog" come mi chiama un amico. Ora saranno quattro e i link li trovate a sinistra, sopra le foto un po' ritoccate di Nietzsche e di Marx.
L'ingiustizia suprema, la sua morte, è già avvenuta. Ora sapremo se un'altra ingiustizia c'è stata, se avrebbe potuto essere salvato, se qualche medico è responsabile della sua morte, per negligenza o imperizia. Sinceramente spero che mi rispondano che non si sarebbe potuto fare nulla, che la sua sorte era segnata e che nessun intervento umano sarebbe servito. Altrimenti la rabbia per la prima ingiustizia non potrebbe che aumentare.
Anzi, per non suscitare inutili gelosie (vi voglio bene a tutte, ragazze, ma siamo su un blog, mica sulla Gazzetta Ufficiale...), sarà meglio che parli di "Cinzia ed Elena, due dei diamanti della redazione di Treviso del Gazzettino".
Credo che ognuno possa portare moltissimi esempi di phishing che ogni giorno inondano la sua posta elettronica. Sulla mia, almeno, ne arrivano talmente tanti che potrei fornire alla Tribuna di Treviso materiale per continuare a fare per giorni e giorni aperture di pagina, dopo quella - un po' inspiegabile per un giornale locale trevigiano - che ho letto di recente sulla banca Fideuram (nel titolo c'era anche un po' di confusione fra hackers e spammers). Fra tutte le mail, questa che mi è arrivata da poco è una di quelle con la firma più fantasiosa (ovviamente ometto il link al "servizio di controllo contabile" per non continuare l'opera di spamming).
Gentile Cliente,
Da un nostro controllo contabile non ci risulta a tutt'oggi il pagamento della fattura A44Hb79PL000120 dell'importo di Euro 293,50. Se la fattura risulta già saldata o se ritiene possa sussistere un errore cotabile la invito a prendere visione del conto da pagare attraverso il nostro:
Servizio di controllo contabile ( clicca per collegarti )
In difetto, provvederò ad agire nelle sedi opportune, senza ulteriore preavviso.
Questo post scritto da Manuel sembra la descrizione del Tribunale di Treviso, visto dalla parte dei giornalisti. Ma probabilmente la mia è soltanto deformazione professionale e leggo in un testo un po' oscuro le cose che conosco meglio.
Speriamo che Christian Rocca non porti sfortuna, visto che il 30 agosto ha scritto su Camillo:
Sono già entusiasta Fiorentina-Inter, Inter-Sampdoria, Roma-Inter. Alla terza giornata gli indossatori di scudetti altrui avranno un solo punto e saranno già raggiunti dal Milan che parte da meno 8.
Riepiloghiamo: mercoledì pomeriggio il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli incontra a Roma il presidente del Coni Franco Petrucci e il commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi. Il giorno dopo, ossia ieri, il consiglio d'amministrazione della Juventus decide all'unanimità di ritirare il ricorso al Tar del Lazio contro la cancellazione di due scudetti, la retrocessione in B e la successiva penalizzazione di 17 punti (oltre a una multa e alla squalifica del campo). È lo stesso cda che aveva deciso di presentare quel ricorso, ritenendo che la giustizia sportiva non potesse garantire alla Juventus equità di trattamento. C'è chi parla di promesse fatte da Rossi a Cobolli Gigli di riduzione della penalizzazione in B nel caso in caso di ritiro del ricorso. Però c'è un problema: quell'eventuale riduzione non può essere decisa da Rossi, dev'essere decisa dalla Camera di conciliazione arbitrale. Ma c'è stata o non c'è stata almeno la promessa di un interessamento? Perché la Juventus ha abbandonato la linea dura?
Dichiara Guido Rossi: Mi indigna che si possa pensare che il rispetto delle regole sia frutto di combinazioni sottobanco. Come dire: la Juventus si è ravveduta e ha deciso di ricorrere soltanto alla giustizia sportiva, non a quella ordinaria. Dietro non c'è nulla, noi non ci siamo mossi dalle nostre posizioni.
Un po' diversa l'opinione del consiglio d'amministrazione della Juventus, stando anche alle parole tra virgolette riportate su Repubblica.it: Il Cda juventino ha detto di "aver preso atto dei significativi segnali di disponibilità" mostrati dalle istituzioni sportive nelle ultime ore, constatando che "questa apertura costituisce un netto cambiamento rispetto al termine della conciliazione". Secondo la Juventus, pertanto, Rossi e Petrucci sono venuti concretamente incontro alla società, visto che si parla di "significativi segnali di disponibilità" e di un'apertura che costituisce un "netto cambiamento".
La new entry dei blog trevigiani (calabresi e siciliani)
Non voglio fare la spia, ma da stanotte il mondo dei blog italiani ha un altro adepto. Lo conosco da qualche anno e Manuel potrà fare bene anche in questo campo, se ci metterà soltanto un quarto dell'impegno che usa di solito per trovare e scrivere una notizia di cronaca nera o giudiziaria. Il suo occhio sul mondo entra nel mio aggregatore senza passare per il via.
Sono sicuro che un mio collega trevigiano, del quale scriverò soltanto le iniziali, L.B. (e questo basta già a renderlo piuttosto riconoscibile), sta seguendo con molta attenzione l'evoluzione di Ernesto, che quest'anno potrebbe essere la prima tempesta tropicale dell'America centrale a diventare un uragano. E, guarda caso, Ernesto sta prendendo forza proprio nei giorni dell'anniversario di Katrina, che l'anno scorso devastò New Orleans e le zone vicine.
La differenza fra un applauso e un vaffanculo (e l'esempio di volley e rugby)
Avete visto Inter - Roma, finita 4-3 dopo i tempi supplementari, con l'Inter che ha vinto la Supercoppa italiana di calcio? Io l'ho vista da metà del secondo tempo in poi e, al di là del gioco, mi ha colpito una cosa: Chivu (Roma) è stato espulso per un applauso ironico all'arbitro (Massimiliano Saccani di Mantova). Giusto, giustissimo, ho sempre detto che molti calciatori devono imparare a vivere e che gli arbitri sopportano troppo le isterie dei giocatori. Basterebbe fare come nella pallavolo (dove se non sei il capitano non puoi praticamente parlare con chi dirige la gara) o come nel rugby (dove qualche protesta di troppo può costare una penalizzazione di dieci metri). Ma allora perché il guardalinee (ora si chiama assistente), che ha visto perfettamente la scena, non ha segnalato a Saccani che Figo (Inter) lo ha mandato ripetutamente a quel paese, con gesti e parole, mentre l'arbitro era di spalle? E perché comportamenti del genere vengono regolarmente tollerati?
Forse un vaffanculo è meno grave di un applauso ironico? Ragazzi che guadagnano milioni di euro all'anno non potrebbero anche dedicare un po' del loro tempo a imparare l'educazione?
Mastella sulla strada del (giustamente) vituperato Castelli
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella sembra sulla strada del suo predecessore, il tanto criticato leghista Roberto Castelli e usa gli ispettori del ministero in maniera piuttosto impropria: se una decisione della magistratura non gli piace, zac!, ecco che arrivano le guardie specializzate di via Arenula a verificare se tutto è stato fatto bene. Ed è successo anche a Chieti: dopo che la madre della vittima si è comprensibilmente lamentata, gli ispettori andranno verificare la correttezza dell'operato di un giudice delle indagini preliminari che ha rimesso in libertà un algerino accusato di violenza sessuale su una ragazza di 17 anni.
Della vicenda non so nulla, ma credo che gli ispettori non fossero proprio necessari: se il giudice ha sbagliato non gli servono punizioni disciplinari, gli serve soltanto uno psichiatra.
"Speriamo che piova così mi regalano gli occhiali"
In Cadore, valle che dalla provincia di Belluno si sporge verso l'Austria, sono dei dementi o dei geni del marketing. Vittore Doro, del Centro Cadore Turismo, ha deciso di regalare un paio di occhiali a tutti i turisti che si prenderanno la pioggia mentre sono in vacanza lì. Peggio: secondo lui ci sono turisti che sperano che piova anche per riuscire ad avere gli occhiali.
Se non ci credete, ecco il comunicato, che è stato inviato lunedì anche al vicepresidente della Regione e assessore al Turismo Luca Zaia. Che ora immagino abbia parecchi capelli in meno della settimana scorsa, visti quelli che dev'essersi strappato per la disperazione.